Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio o Purgatorio ad Arco

La chiesa Santa Maria delle anime del Purgatorio ad Arco, uno dei principali monumenti barocchi di Napoli, si trova in via Tribunali. La notorietà e l’importanza di questa chiesa, già famosa nel Seicento, sono legate soprattutto alla sua decorazione barocca, incentrata su temi funebri, e al culto dei defunti.

La chiesa fu eretta nel sec. XVII, quando il culto dei defunti raggiunse l’apice, grazie all’iniziativa di una confraternita fondata nel 1604 con l’intento di raccogliere fondi destinati alla celebrazione di messe di suffragio; il progetto fu affidato al grandissimo scultore e architetto Cosimo Fanzago.

Motivi funerari ricorrono sulla facciata, sui fittoni all’esterno con teschi e tibie incrociate in bronzo, spesso ornati di fiori freschi e all’interno.

La chiesa presenta una navata unica, tre cappelle laterali e un’abside sormontata da una cupola, dove la magnificenza dell’arte barocca e i simboli funebri si accordano perfettamente. Nell’interno, rivestito di marmi policromi, si possono ammirare importanti opere d’arte; nella terza cappella destra, La morte di sant’Alessio (1661) di Luca Giordano, nel presbiterio i bellissimi marmi di Dioniso Lazzari (1655-69), di cui impressionante il motivo scolpito con teschio e ossa dietro il settecentesco altare maggiore; la pala d’altare presenta La Madonna con le anime del purgatorio di Massimo Stanzione e, in alto, Sant’Anna e Maria ai piedi del Padre Eterno di Giacomo Farelli; a sinistra uno dei capolavori dello scultore Andrea Falcone, il sepolcro di Giulio Mastrilli, uno dei principali benefattori della confraternita,  morto nel 1652.

Nella terza cappella sinistra si trova l’opera di Andrea Vaccaro Transito di San Giuseppe, nella prima cappella San Michele di Gerolamo de Magistro.

Gli ambienti interni, la sacrestia e l’ oratorio dell’Immacolata nonché l’ipogeo, ospitano il museo dell’Opera Pia Purgatorio ad Arco, nel quale sono esposti oggetti liturgici, paramenti, calici, libri, suppellettili delle celebrazioni ed altre testimonianze che vanno dal Seicento all’Ottocento.

Attraverso una scala a sinistra dell’ingresso si raggiunge l’ampio ipogeo, in cui sono presenti sepolture che risalgono ai secoli XVII, XVIII, XIX secolo, oggetto di venerazione popolare.

Fino a pochi anni fa, la parte più nota della chiesa era proprio il cimitero sottostante, grazie alla sopravvivenza di una pratica religiosa molto radicata in città, il culto delle cosiddette «anime del purgatorio», dette anche «anime pezzentelle», un culto rivolto particolarmente ai morti anonimi e privi di parenti, considerati intermediari tra i mortali e le divinità ufficiali. I devoti si prendevano cura dei loro resti materiali, in particolare dei teschi, le cosiddette «capozzelle»; ciò garantiva la pace ai morti che offrivano, in cambio delle cure, protezione e consigli su problemi, preoccupazioni e persino questioni frivole, come i  numeri da giocare al lotto e litigi amorosi. Questa pratica si svolgeva anche nella cripta di Sant’Agostino alla Zecca, in quella di San Pietro ad Aram e nel cimitero delle Fontanelle.

INFORMAZIONI

Indirizzo: via Tribunali, 39

Orari di apertura:

Chiesa: dal lunedì al sabato dalle 10,00 alle 14,00

Museo e Ipogeo: dal lunedì al sabato dalle 10,00 alle 14,00