Grotte Platamoniche o Platamonie e Pizzofalcone

Crypta Neapolitana e Grotte Platamoniche o Platamonie

Grotte Platamoniche o Platamonie e Pizzofalcone

Un luogo magico dove il mito, la religione e la storia si fondono in un unico luogo, la collina di Pizzofalcone.
Qui vennero fondati i primi insediamenti della città di Neapolis, e nel I sec. a.C. venne costruita la grandiosa villa di Licinio Lucullo, i cui resti si possono osservare ai piedi del Monte Echia. Nei pressi vennero scavate le famose grotte “Platamonie”, in tufo, visibili grazie ad un antico percorso greco che fende la roccia.

Le grotte Platamonie, situate lungo la costa del villaggio di Santa Lucia, sono il risultato dell’erosione dell’acqua operata sulla roccia nel corso degli anni. Il loro nome deriva dal greco Platamon, termine che rimanda all’origine delle stesse.

Alcune di queste sono stati utilizzate per l’allevamento di anguille, ma la loro reputazione è legata a un particolare rito orgiastico, che più volte all’anno aveva luogo al loro interno: consisteva nell’incontro tra una menade coronata da alghe marine e uno Jerophante che la fecondava. La tradizione di questo rito giunge fino al XVI secolo, anche se le modalità cambiano: si è trasformato in un rito nuziale, in cui i novelli sposi consumavano il loro matrimonio davanti ai membri della setta che nel frattempo intonavano canti e bruciavano essenze dai profumi inebrianti in tripodi ornati con falli alati, simili a quelli trovati secoli dopo negli scavi di Pompei.

Le grotte Platamonie entrarono anche nel mirino dei criminali, i quali cercarono di sfruttarle per nascondersi e per occultare merci di contrabbando. Per questo motivo informarono il viceré Don Pedro da Toledo delle scandalose orge che si svolgevano al loro interno. Il vicerè diede ordine di distruggere gli strati più profondi e chiudere tutti gli altri. Inoltre, ordinò l’ampliamento cinquecentesco della città che incorporò all’interno delle mura il monte Echia.