Palazzo Venezia – Napoli

Se Napoli ha delle stradine così piccole, è perché cela dietro ogni suo portone un piccolo villaggio al quale dare spazio: larghi cortili, scale che portano a giardini interni, palazzi maestosi e imponenti, basta varcare la soglia.
Palazzo Venezia è tra quegli edifici storici di Napoli che si nasconde alle spalle di un grande portone in legno e ferro battuto, sito a Spaccanapoli; è un luogo inaspettato che ci catapulta in un connubio tra arte, storia e cultura.

La storia del Palazzo Venezia è la testimonianza delle relazioni economiche e politiche che legavano il Regno di Napoli e lo Stato della Repubblica di Venezia. Il palazzo era, infatti, la sede dell’ambasciata Veneta nella città di Napoli e fu appunto donato nel 1412 dal Re di Napoli Ladislao II d’Angiò Durazzo alla Repubblica di Venezia per fungere da residenza ai consoli generali a Napoli. Caduto completamente in rovina dopo aver vissuto il suo massimo splendore tra il XV e XVI secolo, Palazzo Venezia è stato sottoposto a più interventi di restauro, dei quali si ha testimonianza anche attraverso le lapidi che sono state apposte nel cortile da Giuseppe Zono nel 1610, Pietro Dolce nel 1646 e da Antonio Maria Vincenti che si occupò della sua ristrutturazione dopo che il Palazzo fu completamente danneggiato dal terremoto del 1688.

Palazzo Venezia - Napoli 2

 

Oggi Palazzo Venezia è un appartamento storico visitabile gratuitamente, dove vi sono esposte mostre permanenti e/o temporanee, incontri di poesia, spettacoli di danza e concerti. Insieme al fascino di storia e arte da cui si è avvolti all’interno del Palazzo, il giardino pensile della casetta pompeiana e la cappella “grotta della Madonnina”, fanno dell’edificio un angolo di pace e silenzio nel cuore della città, di quelli che non ci si aspetterebbe mai di trovare nel caos napoletano e che per troppo tempo è stato taciuto. L’apertura al pubblico è stata voluta dall’impegno di Gennaro Buccino, napoletano che sin da piccolo sognava di riportare la luce all’interno di Palazzo Venezia.

INFORMAZIONI

Orario apertura: Tutti i giorni dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:30 alle 19:00

Biglietto:Ingresso GRATUITO

Indirizzo: Via Benedetto Croce, 19

 

Statua del Nilo al largo Corpo di Napoli

“Napule è na camminata” cantava Pino Daniele. Si, una camminata nei vicoletti e tra la gente di Napoli è il modo migliore per scoprire i tesori e le meraviglie di questa città. Da via Roma, ai Tribunali, così come passando per San Gregorio Armeno e Spaccanapoli, sono tantissimi i particolari che attirano l’attenzione dei turisti, molti i punti in cui fermarsi a visitare una chiesa o ammirare una statua. È proprio passeggiando al centro storico di Napoli che ci si imbatte in una delle sue statue più caratteristiche: è la Statua del Nilo al largo Corpo di Napoli.

statua del Nilo

La statua del Nilo risale all’epoca greco-romana, quando nella zona si stabilirono numerosi egiziani provenienti da Alessandria d’Egitto, i quali vollero erigere una statua che ricordasse la prosperità e ricchezza del fiume Nilo. La scultura, che da il nome alla piazza adiacente, è quindi la rappresentazione marmorea del dio Nilo semisdraiato sul basamento e che si appoggia ad una sfinge, circondato da puttini (che simboleggiano le ramificazioni del fiume Nilo) e tenendo nella mano destra una Cornucopia. A dare il nome al largo dove tuttora la statua è ubicata, invece, è un’interpretazione successiva di ciò che la statua rappresenterebbe: la statua del Nilo, infatti, fu interrata e privata del capo; una volta ritrovata nel 1476 fu interpretata erroneamente dalle cronache locali come la rappresentazione della città che allatta i suoi figli. Da qui il nome “Corpo di Napoli”. Fu solo alla fine del ‘700 che venne ridato un volto di un uomo barbuto al dio Nilo. Recente invece è il restauro che ha restituito al “copro di Napoli” il suo aspetto originario grazie alla campagna per la raccolta fondi “Mettiamo la testa a posto”. Lo slogan si riferiva alla testa della sfinge che fu trafugata nel dopoguerra e probabilmente poi dispersa sul mercato nero. Ritrovata poi nel 2013 tra le opere di un collezionista in Austria. Oltre 2200 persone parteciparono alla raccolta a testimonianza del legame forte tra Napoli, il “corpo e i suoi figli”.

INFORMAZIONI

Indirizzo: Largo Corpo di Napoli