Galleria Nazionale di Capodimonte. La collezione d’arte contemporanea

Una delle particolarità del Museo di Capodimonte è quello di possedere oltre alle collezioni di arte antica anche una dedicata all’arte contemporanea, tenuta in costante aggiornamento anche grazie alle costanti acquisizioni che riguardano artisti sia legati al territorio sia internazionali. Questa collezione è ospitata aI terzo piano del museo insieme alla Galleria dell’Ottocento e la sezione fotografica.

Quali opere possiamo trovarci dedicate al contemporaneo?

Essa è accessibile dal secondo piano, a partire da un ambiente ricavato nel sottotetto della Reggia. Bellissima l’installazione di Jannis Kounellis, Senza titolo del 1989 che accoglie i visitatori in un mondo diverso rispetto a quanto visto fino a quel momento.

Ad una sala di distanza è presente uno dei grossi cretti neri dell’artista italiano Alberto Burri. E’ l’inizio degli anni ’70 quando l’artista inizia il suo ciclo dei Cretti, da cui svilupperà un vero e proprio filone prima di realizzare quello più famoso con cui rivestì i resti della città di Gibellina terremotata in un famoso esempio di Land Art del 1984. In quegli stessi anni, Burri riceve dall’Accademia Nazionale dei Lincei il Premio Feltrinelli per la Grafica, motivato in questo modo: “per la qualità e l’invenzione pur nell’apparente semplicità, di una grafica realizzata con mezzi modernissimi, che si integra perfettamente alla pittura dell’artista, di cui costituisce non già un aspetto collaterale, ma quasi una vivificazione che accoppia il rigore estremo ad una purezza espressiva incomparabile”.

Nel 1976 Alberto Burri arriva a creare un cretto di dimensioni monumentali, il cosìdetto Grande Cretto Nero che fu esposto nel giardino delle sculture Franklin D. Murphy dell’Università di Los Angeles (UCLA); Un opera analoga, per stile, forza espressiva e contenuti a quella esposta a Napoli, proprio nel museo di Capodimonte.

Un altro importante lavoro trova sede qui, si tratta dell’installazione di Mario Merz, Onda d’urto, realizzata con elementi caratteristici del suo lavoro quali ferro, neon, giornali, pietre e vetro, o ancora quella di Joseph Kosuth, Un’osservazione grammaticale, un ambiente buio con pareti illuminata da neon e specchi all’interno del quale è facile perdersi.

Tra le altre opere, quella di maggior notorietà è forse Vesuvius di Andy Warhol, in cui vediamo un coloratissimo panorama del vesuvio in eruzione, realizzato con la classica tecnica serigrafica che ha contraddistinto il grande artista americano.

A questa si aggiungono anche le opere di artisti storicizzati come Enzo Cucchi, Mimmo Paladino, Hermann Nitsch, Sigmar Polke, Gino De Dominicis, Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto, Luigi Mainolfi e Ettore Spalletti.

 INFORMAZIONI

Indirizzo: Via Miano, 2, 80131 Napoli NA

Orari: Lun-Dom 8.30-19.30 (Mercoledi giorno di chiusura)

- € 12 intero

– € 2 ridotto per visitatori di età compresa tra 18 e 25 anni

–  € 4 biglietto secondo piano museo comprensivo di mostra nelle giornate ad ingresso gratuito e per i titolari di artecard.

Ingresso gratuito per i minori di 18 anni