Grotte Platamonie, Monte Echia e Pizzofalcone. Sotto la pelle di Napoli

Aree archeologiche

Avete mai sentito parlare delle Grotte Platamonie? Sono tra i luoghi più mistici della città di Napoli.

Camminando per le vie del centro a Napoli, non troppo lontano dallo splendido Lungomare Caracciolo è molto probabile che abbiate notato un grosso sperone di roccia tufacea dalle forme un po‘ artificiose e inconsuete. Ciò che avete visto rappresenta uno dei punti di civilizzazione più antichi per la città: si tratte del monte Echia.

E‘ proprio da quelle parti che inizia il processo di urbanizzazione dell’antica città greca di Neapolis, al centro del mar Mediterraneo. Un luogo dove cielo, mare e natura trovavano incontro fondendosi in un lungo e poderoso abbraccio.

Ci troviamo nel cuore del quartiere San Ferdinando precisamente intorno alla collina di Pizzofalcone così chiamata quando il re Carlo I D’Angio decise di costruire una falconiera per la caccia reale di falconi.

 

Oggi la forma di quella zona è totalmente diversa rispetto al passato quando il borgo di S. Lucia era bagnato dalle acque del mare. I lavori della cosìdetta colmata che durante l’Ottocento hanno totalmente rivoluzionato la conformazione della parte costiera di Napoli con la costruzione dell’attuale Via Partenope.

Il monte Echia e le grotte Platamonie

Riportando l’attenzione sul monte Echia, oggi risulta essere in fase di recupero funzionale, con l’istallazione di un ascensore che porterà alla completa fruizione del promontorio in tufo, per una visione paradisiaca della città.

In antichità tale sperone roccioso era chiamato dai greci Platamon col significato letterale di “rupe scavata da grotte“, è qui infatti che si aprono diverse grotte e cavità di età arcaica, le grotte platamonie (o platamoniche, vedi anche qui) per l’appunto.

In origine abitate, sono poi diventate famose per essere state sede di riti dionisiaci, orgiastici e mitriaci facendo scandalo durante il periodo del Viceregno spagnolo, al punto che proprio il Viceré Don Pedro de Toledo (fu lui a far costruire i quartieri spagnoli) iniziò una serie di lavori per ostruire tali cavità.

Ad oggi queste grotte leggendarie sono al centro di un importante dibattito per il loro recupero e definitiva valorizzazione.

Nell’attesa che ciò avvenga ci si può comunque perdere in questo splendido quartiere, ricco di storia e a due passi dal mare. Il rumore delle onde, il frastuono dei gabbiani e il sapore della salsedine vi accompagneranno durante la visita.

Alcune associazioni oggi come “Medea Art” si occupano di informare turisti e cittadini su questi luoghi straordinari attraverso l’organizzazione di visite guidate. Allora cosa aspetti? Vieni a conoscere le incredibili grotte platamonie di Napoli