Il Duomo di Napoli

Il Duomo di Napoli, il cui nome ufficiale è Cattedrale Metropolitana di Santa Maria Assunta, è uno degli edifici religiosi più importanti della città di Napoli sia per la sua storia secolare che per il valore simbolico della cerimonia dello scioglimento del sangue di San Gennaro.

duomo di Napoli

Secondo fonti agiografiche la fondazione del primo nucleo religioso nel luogo in cui sorge la cattedrale è da attribuirsi a San Pietro, mentre, nei secoli successivi, sono state costruite le strutture paleocristiane del battistero di San Giovanni in Fonte e della basilica di Santa Restituta. Queste ultime sono state successivamente inglobate nella cattedrale.

Carlo II D'Angio
fonte Wikipedia

Il Duomo fu commissionato da re Carlo II di Napoli, figlio di Carlo I d’Angiò, e dall’arcivescovo Giacomo da Viterbo nel XIII sec. Venne completato nel 1313 e all’incirca un anno dopo, nel 1314, la cattedrale fu dedicata all’Assunta.

Alla sua costruzione hanno partecipato architetti francesi e maestranze locali e italiane. Tra gli altri, hanno contribuito allo splendore della cattedrale anche Tommaso Malvito, Francesco Grimaldi, Errico Alvino, Tino di Camaino, Luca Giordano, Francesco Solimena.

L’aspetto attuale dell’edificio è il risultato di rifacimenti avvenuti nel corso dei secoli che sono stati necessari in seguito a terremoti e altri eventi storici che hanno parzialmente distrutto la struttura originaria.

La facciata

Il progetto della facciata è da attribuire all’architetto Errico Alvino, incaricato di darle un nuovo aspetto in stile neogotico verso la fine dell’Ottocento.

La facciata è visualmente suddivisa da 3 portali che creano una corrispondenza con le 3 navate interne. Il portale centrale è sorretto da due splendidi leoni stilofori di Tino di Camaino, famoso scultore italiano attivo nel XIV sec.

Il portale di destra per tradizione viene aperto solo in occasioni particolari, come durante le festività per la celebrazione di San Gennaro.

Gli interni

La pianta della cattedrale è a croce latina e a tre navate, intervallate da 8 pilastri granitici e profonde circa 100 metri, proprio come l’autentica struttura trecentesca. Sulle navate si aprono numerose cappelle laterali.

fonte Wikipedia

Il soffitto ligneo cinquecentesco, intagliato e dorato, è stato voluto dal cardinale Decio Carafa e ospita tele di Fabrizio Santafede e Girolamo Imparato.

Sulla controfacciata invece sono collocati i sepolcri dei sovrani angioini: Carlo I d’Angiò, re di Napoli, Carlo Martello d’Angiò, re titolare d’Ungheria, e sua moglie Clemenza d’Asburgo, così disposti da Domenico Fontana nel 1599.

Tra le tante cappelle presenti all’interno della chiesa, le seguenti si distinguono per dimensione e rilevanza artistica:

Basilica paleocristiana di Santa Restituta

La Basilica di Santa Restituta è un magnifico monumento paleocristiano, integrato alla costruzione del Duomo e modificato nel corso dei secoli.

Vi si accede dalla navata sinistra del Duomo ed è suddivisa in tre navate separate da colonne in stile corinzio, probabilmente provenienti dal precedente tempio di Apollo. La decorazione della cappella presenta anche elementi paleocristiani, il Battistero di San Giovanni in Fonte, e elementi barocchi, come l’altare e l’abside. Al suo interno sono conservati anche i dipinti di Luca Giordano.

Battistero di San Giovanni in Fonte

Il Battistero di San Giovanni in Fonte è un battistero paleocristiano a cui si accede tramite una porta lungo la navata laterale destra della basilica di Santa Restituta.

La volta e il tamburo del battistero sono decorati da mosaici datati al V secolo e realizzati da artisti locali. Lo sfondo presenta una tonalità predominante di blu turchese e verde, con parti in oro. Ad oggi se ne possono ammirare alcuni frammenti dedicati a storie legate al rito del battesimo.

Cappella di San Gennaro – Cappella del Succorpo – Cappella Carafa

La cappella del Succorpo, detta anche cappella di San Gennaro o cappella Carafa, è una cappella rinascimentale voluta dal Cardinale Oliviero Carafa. Egli nel 1497 riportò a Napoli le reliquie di San Gennaro, fino a quel momento conservate presso il Santuario di Montevergine ad Avellino. Oggi sono contenute in un’urna sotto l’altare centrale della cappella stessa.

La cappella fu restaurata sul finire dell’Ottocento da un membro della famiglia Carafa, la quale ancora oggi ne detiene la proprietà. È completamente rivestita in marmo ed è suddivisa in 3 navate.

Nella navata centrale si trova la scultura di Oliviero Carafa in preghiera, committente della cappella ed ivi sepolto.

Cappella del Tesoro di San Gennaro

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Come arrivarci e orari di apertura

Il Duomo di Napoli si trova in pieno centro storico di Napoli, lungo l’omonima via Duomo, tra via dei Tribunali e via Donnaregina.

È facilmente raggiungibile a piedi. Le fermate della Metropolitana Linea 1 più vicine sono: Duomo e Piazza Cavour.

L’entrata al Duomo di Napoli è gratuita e può avvenire con i seguenti orari:

Dal lunedì alla domenica 8:30 – 13:00 / 15:30 – 19:30

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