Parco archeologico di Pompei – video da drone, orari, biglietti, consigli utili

Aree archeologiche Parco archeologico di Pompei – video da drone, orari, biglietti, consigli utili

Hai intenzione di visitare il grande parco archeologico di Pompei e di scoprirne tutti i segreti? Lasciati trasportare dal fascino degli scavi archeologici di Pompei, dal Vesuvio, dall’archeologia e dalla storia dell’arte romana.

Uno straordinario parco archeologico quello di Pompei che restituisce agli occhi del pubblico gli splendori dell‘antica città romana, facendoci scoprire maggiori dettagli sulla vita quotidiana nell’antica roma. Archeologia ma non solo, anche grande importanza scientifica per la presenza del Vesuvio e per capirne di più sulle sue eruzioni.

pompei scavi

 

Gli scavi di Pompei – La storia (breve)

 

La storia degli scavi di Pompei inizia a metà Settecento quando Carlo III di Borbone inizia una campagna di scavo dopo il grande rumore che ebbero gli scavi di Ercolano. Fu Rocque Joacquìn de Alcubierre a ricevere le giuste autorizzazioni per proseguire con gli scavi, alla ricerca della leggendaria città di Stabiae. Fu un disastro e gli scarsi ritrovamenti fecero naufragare il progetto.

Fu il ritrovamento di un epigrafè (un’iscrizione su pietra) con su scritto Res Pubblica Pompeianorum  a dare nuova speranza agli archeologi del tempo. Fu nella seconda metà del Settecento con Francesco la Vega, con i finanziamenti approvati da Maria Carolina d’Austria (moglie di Ferdinando IV) che vennero ritrovati: Il teatro grande, l’odeon, il tempio di Iside, il foro triangolare e le necropoli. In pochi anni vennero alla luce anche le antiche cinte murarie della città e Pompei divenne una tappa obbligatoria del Grand Tour.

 Alla fine dell’Ottocento con Giuseppe Fiorelli, illustrissimo archeologo, furono avviate nuove indagini e nuovi studi sulla città pompeiana. Fu in quegli anni che venne messa a punto la tecnica dei “calchi“ proprio grazie a un’intuizione del professor Fiorelli. In precedenza infatti durante le campagne di scavo non venivano trovati resti umani ma solo “spazi vuoti“ nel materiale eruttivo. Si percepì che riempendo tali spazi con gesso o cemento sarebbe stato possibile recuperare la forma di resti umani e non solo. Da allora sono state recuperate le tracce di uomini, donne, animali, piante e persino vivande che restituiscono un quadro più accurato della vita nelle antiche città romane.

 

Cosa vedere a Pompei – La città custodita dalle ceneri

La città romana di Pompei ci arriva perfettamente conservata e risulta un prezioso documento storico che ci consente di fare un reale (e non fantascientifico) salto temporale.

Uno dei grandi motivi per cui ancora oggi è presente un incredibile stato di conservazione è sicuramente il Vesuvio. La sua eruzione infatti che devastò totalmente la città nella discussa data del 79 D.C ha permesso anche la conservazione urbanistica, artistica e dei resti umani. La cenere del vulcano infatti ha rapidamente ricoperto ogni cosa, annidandosi in ogni angolo cristallizzando così quegli ultimi strazianti momenti dell’eruzione. Data la ricchezza del luogo e la vasta stratificazione di reperti ritrovati, a cosa è importante fare attenzione durante una visita a Pompei?

Sebbene non sia possibile rispondere in maniera univoca per un pubblico vasto come i visitatori di Pompei, è possibile dare alcuni consigli. E‘ molto importante l’esplorazione libera e personale delle vie, facendo però attenzione a riconoscere le differenze architettoniche, strutturali e sociali dei diversi edifici.

La varietà architettonica presente a Pompei infatti è davvero unica, basti solo pensare alle differenze tra le varie domus, la tipica abitazione privata della Roma Antica, per le classi sociali più alte, le insulae, simili ai moderni condomini, dove vivevano in affitto la maggior parte della popolazione, o ancora le cosìdette pergule, piccole case appartenenti a commercianti o artigiani che affacciavano direttamente su strada, in cui era possibile sia vivere che fare attività commerciale.

Caso a parte sono le cosìdette Ville d’otium, che appartenevano solitamente ai proprietari terrieri ed erano destinate al riposo o allo svago. Nel caso specifico di Pompei non erano particolarmente diffuse rispetto ad altre cittadine come Oplontis, Stabiae o altri territori alle pendici del Vesuvio.

C’è comunque da segnalare la presenza della grande Villa Suburbana conosciuta come Villa dei Misteri, ricca di spettacolari pitture ad affresco che la rendono estremamente attraente dal punto di vista storico artistico.

 

Continuare la visita immergendosi nella vita pubblica della città, visitando terme, mercati, edifici ludici e religiosi. Il foro di Pompei era il centro della vita sociale dell’epoca dove si svolgevano manifestazioni, dibattiti politici e scambi commerciali. La grande piazza era completamente pedonale, e rialzata rispetto al livello stradale interdicendo così l’accesso a carri e cavalli. Un grosso mercato o Macellum è presente nelle sue immediate vicinanze, lì si vendevano sia carne che pesce e venivano organizzati feste e banchetti in onore dell‘imperatore. Molto diffusi panifici e thermopolium, luoghi di ristoro in cui era possibile acquistare cibi pronti in maniera simile a quanto accade nei moderni fast food.

Grandi importanza era data alle attività ludiche e alle imprese sportive, basti pensare all’Anfiteatro di Pompei utilizzato come arena per i Gladiatori. Di diverso uso erano il Teatro Grande usato per lo spettacolo dal vivo, e il Teatro Piccolo, detto anche Odeion in cui si decantavano poesie e si facevano piccoli concerti.

Per quel che riguarda la vita religiosa, sul territorio sono presenti resti di importanti Templi come il Tempio di Iside, Tempio di Apollo, Tempio di Asclepio, il cosìdetto Tempio Dorico e tanti altri i cui reperti sono oggi conservati presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.  Una visita al museo archeologico di Napoli è veramente consigliata prima o dopo una visita agli scavi archeologici di Pompei, per avere una visione d’insieme dei vari reperimenti e del contesto in cui sono stati trovati.

 

Capace di suscitare grande interesse anche la zona del cosìdetto Lupanare, il quartiere a luci rosse dell’antica Roma, in cui venivano ospitate le prostitute. Anche per questo si consiglia una visita al Museo Archeologico di Napoli in cui è presente la sezione del cosìdetto Gabinetto Segreto.

Guarda lo spettacolare video dall’alto di Pompei con una esclusiva colonna sonora firmata Pink Floyd