Sulle tracce dell’Acquedotto romano del Serino

Aree archeologiche

 

Napoli è il luogo della continua scoperta, persino per i suoi stessi abitanti anche per via della sua stratificazione architettonica verticale che nasconde (o come a volte succede svela) tesori e luoghi dal grande fascino.

Tra questi è doveroso ricordare l’Acquedotto romano del Serino, immensa opera dell’ingegneristica romana di epoca augustea (intorno al 10 d.C)  che aveva il compito di risolvere tutti i problemi idrici della città. Un’opera dalla mole immensa lunga oltre 100 km che aveva origine nell’altopiano Irpino, sulle sorgenti del Monte Terminio e che concludeva la sua corsa nella grande cisterna conosciuta come Piscina Mirabilis, oggi diventato un importante sito archeologico del comune di Bacoli (NA).

Data la complessità dell’opera, non è facile ancora oggi definire con precisione il percorso originale dell’acquedotto  per via dei cambiamenti storico-architettonici che hanno investito nel tempo il territorio campano e napoletano in particolare. Ad ogni modo è lo stesso territorio che col passare del tempo restituisce ai suoi abitanti luoghi riconducibili al mastodontico acquedotto e non sono pochi i professionisti che si stanno occupando di conservazione e ricerca di tali luoghi.

Tra questi c’è da segnalare il lavoro svolto dall’associazione VerginiSanità che dal 2011 si sta occupando della tutela e della valorizzazione di uno di questi siti e del suo relativo dialogo con il territorio attraverso mostre, conferenze e giornate di studio.

Per quanto riguarda la storia in particolare di questo posto come storicamente è accaduto per diversi altri luoghi, la sua scoperta è frutto della casualità, era infatti il settembre 2011 quando sotto le fondamenta di un palazzo del Rione Sanità (Palazzo Peschici-Maresca) in quello che era diventato un deposito di sedimenti che vennero chiaramente osservate e riconosciute delle arcate romane. Da quel giorno il lavoro sul territorio da parte dell’associazione è stato irrefrenabile per consentire al quartiere, alla città e al mondo di scoprire la bellezza e l’ingegnosità di un’opera millenaria come l’acquedotto augusteo del serino.

Emanuele Castellano