Visita Castel Nuovo- Maschio Angioino

Tra le principali attrazioni che la città di Napoli offre agli amanti dell’arte e della cultura c’è sicuramente il Castel Nuovo, chiamato in questo modo per differenziarlo dai più antichi Castel dell’Ovo e Castel Capuano, è universalmente conosciuto anche come Maschio Angioino, dal termine medievale fiorentino “mastio” che indicava, in una struttura con più torri, la maggiore e la più sicura in caso di attacchi bellici.

Questo luogo straordinario è situato a pochi passi dalla stazione Municipio della linea 1 (Addirittura le fondamenta medievali sono state oggetto di recupero all’interno del progetto architettonico della stazione) .

Usciti dal metrò, una volta che ci troviamo davanti alle  porte del castello non possiamo che essere catturati dalla bellezza dell’arco di trionfo aragonese incastonato tra le due grosse torri principali, quest’arco rappresenta uno dei contributi più importanti al Rinascimento Italiano da parte della città di Napoli.

La sua storia comincia nel 1442 quando Napoli venne conquistata dagli aragonesi, il sovrano Alfonso I commissionò lavori di ampliamento e modifica dell’intera struttura. L’arco trionfale volle essere la celebrazione dell’entrata vittoriosa di Alfonso I d’Aragona nella città di Napoli, com’è chiaramente visibile nella parte superiore dove viene inserito un gruppo scultoreo commemorativo dell’evento. Quest’ultimo raffigura il re Alfonso I su un carro tirato da quattro cavalli bianchi, con davanti una figura di una donna, Parthenope simbolo della città.

Una volta varcato l’ingresso, ci troviamo davanti lo splendido cortile da dove si dirama il percorso del Museo Civico della città di Napoli, che raccoglie le opere d’arte (principalmente dipinti, sculture e arredi liturgici) di proprietà del Comune di Napoli. Tale percorso museale si snoda tra: la Sala dell’Armeria, la Cappella Palatina, la Sala Carlo V e la Sala della Loggia.

Altri ambienti accessibili dal cortile sono: La sala Mayor detta anche Sala dei Baroni e la Biblioteca di Storia patria che raccoglie volumi sulla storia e politica della città di Napoli.

Fu lo stesso Alfonso I a far costruire la Sala dei Baroni, sala di rappresentanza in pieno stile rinascimentale che prese il nome successivamente all’arresto, all’interno della stessa, di tanti esponenti della nobiltà napoletana dopo una congiura ai danni del re. Un tempo questo solenne ambiente era arricchito dalla presenza degli affreschi di Giotto, oggi perduti, ma per fortuna è rimasta intatta la splendida architettura di influenza spagnola dell’architetto Maiorchino Guglielmo Sagrera.

Ai piani inferiori del castello invece, si trova la cosìdetta Fossa del coccodrillo, chiamata in questo modo grazie ad una leggenda secondo la quale i sovrani che avevano deciso di disfarsi di un prigioniero lo gettavano nella fossa attraverso una botola direttamente in pasto al coccodrillo che abitava il castello. Una leggenda sicuramente affascinante!

 

INFORMAZIONI
Via Vittorio Emanuele III, 80133 Napoli NA
Orari di apertura: Dal lunedì al sabato: 08.30 - 19
Domenica e festivi: 09.00 - 14.30
Prezzo dei biglietti:
Intero: 6 euro
Ridotto con Artecard: 3 euro
Gratuito per giovani dell’UE sotto i 18 anni